biologico

perchè bio

la scelta del biologico

La scelta del biologico nasce dalla volontà di Salvatore, spinto dalla voglia di attuare un’agricoltura ‘’sana’’, dispone interamente la sua azienda in conversione nel 2010. Cosi’ spariscono definitivamente tutti i pesticidi e concimi di estrazione chimica dalla gestione aziendale, cercando in questo modo di sfruttare ed esaltare al meglio le ricche proprietà del suolo, infatti i nostri campi erano apprezzati fin dall’antica civiltà romana, sotto il nome di Terra Felix.

il ciclo biologico

le nostre pratiche

la sostanza organica

Il primo punto su cui da sempre abbiamo lavorato è sostenere una buona quantità di sostanza organica nel suolo, la cosiddetta ‘parte vitale’, attuando ogni anno una concimazione con il letame maturo proveniente dalle fermentazione del cumulo conseguito in azienda. In questo modo con un’alta percentuale S.O., ci permette di limitare anche eventuali trattamenti con composti provenienti da estrazioni naturali.

avvicendamento colturale

L'avvicendamento colturale è una pratica che prevede la variazione delle specie coltivate nello stesso appezzamento, al fine di migliorare e mantenere la fertilità del terreno. La nostra organizzazione aziendale infatti prevede la variazione di 4 colture sulla stessa porzione di suolo (esempio: fragole, cavoli rapa e zucca), inserendo il quarto anno il ‘Sovescio’.

sovescio

Il sovescio è fondamentale perché permette al suolo di riacquisire tutte le proprietà perse nelle colture precedenti. Il nostro sovescio viene effettuato con un mix di tre importanti famiglie: una Leguminosa, capace di rilasciare nel suolo una grande quantità di azoto, una graminacee che si occupa di rilasciare una giusta quantità di Carbonio ed una crucifera capace di controllare le infestazioni di nematodi e funghi patogeni del suolo.

lancio di insetti utili

Mettiamo in pratica il cosiddetto metodo inoculativo che consiste nella liberazione periodica di varie specie entomofaghe (predatori), autoctona o introdotta, in modo da combattere le specie dannose alle nostre colture (fitofaghe). Si cerca così di riportare l’ecosistema ad una condizione di equilibrio, limitando al minimo eventuali danni da insetti dannosi.